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I vini doc delle Cinque Terre - tra cui lo Sciacchetrà col suo inconfondibile color oro antico – diventano sorvegliati speciali. Per garantire sulla tavola dei consumatori l’eccezionale qualità che da sempre li rende celebri. Il Coordinamento territoriale del Corpo forestale dello Stato che vigila sul parco nazionale delle Cinque Terre controlla infatti, attraverso il monitoraggio di superfici e aziende, la produzione vinicola dell’area protetta. Affinché il vino – il ‘Cinque Terre’ e il ‘Cinque Terre Sciacchetrà’ - sia perfetto. Un compito innovativo che in Italia sono pochissimi a fare. A questo proposito il Coordinamento territoriale, guidato dal comandante Silvia Olivari, e la Camera di commercio della Spezia, presieduta da Aldo Sammartano, si sono alleati al fine di, unendo competenze e informazioni dell’uno e dell’altro, rafforzare le azioni di controllo. “I prelievi dei vini da noi fatti per testarne la doc – spiega il responsabile dell’ufficio Agricoltura dell’ente camerale, Fabrizio Batti – da quest’anno vengono compiuti in sinergia al personale forestale. Una garanzia in più. La campagna di prelievo – aggiunge Batti – dura tutto l’anno. Una volta raccolti, i campioni vengono analizzati dalla nostra Commissione degustazione che, se tutti i parametri del disciplinare della doc sono stati rispettati, da l’ok per l’imbottigliamento e la commercializzazione”. Il doppio controllo s’incrocia con quanto già fanno gli agenti forestali. “Passiamo sistematicamente in rassegna – sottolinea Olivari – tutte le aziende produttrici che operano nel Parco e il cui territorio coincide con quello della doc. Andiamo nelle cantine – prosegue – verificando tutte le fasi della vinificazione, giacenze comprese, nonché la regolarità dei registri e la corrispondenza con le denunce presentate in Camera di commercio. Si tratta d’un lavoro metodico e non a campione. In più – dice – aggiorniamo con rilievi diretti sul terreno il catasto delle superfici vitate iscritte alla doc”. A questo scopo viene utilizzato personale specializzato nell’uso del Gps dipendente sia dal Coordinamento locale che da quello del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. “Tutti i nostri accertamenti – riprende il comandante – si traducono in una banca dati che ci consente di controllare la situazione in tempo reale: se, ad esempio, sappiamo che un viticoltore possiede un tanto di superficie iscritta alla doc, ci aspettiamo che il vino che imbottiglia non ecceda le potenzialità del suo vitigno. Così come conoscendo il quantitativo di uva posta ad appassire, possiamo dedurre e confrontare la produzione di Sciacchetrà”. La Camera di commercio, intanto, sta preparando ‘Liguria da bere’ che, in programma alla Spezia il 29 e 30 giugno e il primo luglio, propone i migliori doc e igt della regione. La rassegna, che vede in prima linea l’Azienda fiere dell’ente camerale e la Regione Liguria, sarà quest’anno allestita in pieno centro: i 400 metri di stand si snoderanno lungo le vie della città con gli operatori, una cinquantina le aziende vitivinicole provenienti da tutta la Liguria, che presenteranno le proprie migliori etichette.
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