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La Spezia (21.01.2005) - Il Comune della Spezia, la Provincia, i Comuni di Sarzana, Arcola, Lerici, Castelnuovo Magra, Bonassola, Santo Stefano Magra, Ortonovo, Levanto e Riccò del Golfo hanno concordato la unanime volontà per una attenzione ed un impegno costante nell’iniziativa politica a sostegno della pace in Medio Oriente, non disgiunta da iniziative concrete di solidarietà ed aiuto economico, verso la popolazione palestinese con la realizzazione di un manufatto destinato ad asilo nido o ad ambulatorio medico nella città di Jenin.
Secondo il principio “Due Popoli due Stati”, la città della Spezia, essendo da sempre crocevia di persone, traffici marittimi e culturali del Mediterraneo, intende contribuire al processo di pace promuovendo un gemellaggio con la città palestinese di Jenin e la città israeliana di Haifa.
Per questo dal 24 Gennaio al 29 Gennaio il Sindaco della Spezia, Giorgio Pagano, insieme all’assessore alla Cooperazione Internazionale Massimo Carosi ed al rappresentante delle associazioni che hanno contribuito al progetto Jenin, Simone Ricci, si recheranno nelle città Jenin ed Haifa per incontrare i Sindaci e altre autorità, e i rappresentati della società civile e culturale, per concordare e organizzare la loro venuta nella nostra città per la firma del protocollo di intesa del gemellaggio, già prevista per la fine di Marzo. Nell’occasione la delegazione incontrerà anche il Console Generale D’Italia a Gerusalemme.
Dalla nostra città parte dunque questa iniziativa per la pacificazione del Medio Oriente, per la ricerca caparbia di orizzonti di soluzione possibile a un conflitto, quello arabo-isrealiano, dai cui destini dipende il futuro dell’intero pianeta. L’obbiettivo rimane quello dell’esistenza, l’uno accanto all’altro, in pace e in sicurezza, di due stati liberi e sovrani, quello d’Israele e quello palestinese. Due stati liberi e sovrani, in un Medio oriente finalmente capace di vivere in democrazia e in pace.
Sostenere il partito della pace, isolare gli estremisti: solo in questo modo è possibile costruire una prospettiva di pace.
Si impara a vivere insieme soprattutto nella quotidianità dei contatti, del confronto, dei rapporti umani. Per questo le città oggi possono dire a fare molto da questo punto di vista. La Spezia vuole fare la propria parte. La storia e la tradizione della nostra città – come di tutte le città che si affacciano sul Mediterraneo - insegna che il dialogo e la convivenza tra popoli e culture è possibile. Il Mediterraneo – su cui si gioca gran parte del nostro futuro – è il simbolo stesso della possibilità e delle grandi potenzialità della convivenza, del sincretismo, della mescolanza.
Dalle città – come dalla nostra anche con questa iniziativa – dobbiamo continuare a dare concretezza a questa speranza di democrazia e di pace.

Jenin è una città della Cisgiordania nella quale vivevano 15.000 persone rifugiate da circa 60 villaggi della zona di Haifa. A detta di molti era una città affollata e vivace sui cui muri si vedevano, spesso, disegni multicolori tipicamente arabi. A dimostrazione della vitalità cittadina è significativo il fatto che molti ragazzi frequentavano la “Jenin American University”. Oggi Jenin è una città che quasi non esiste più a causa delle distruzioni causata dal conflitto in corso.
Progettare ed attuare la ricostruzione di uno o più immobili in relazione allo sviluppo del progetto ha un duplice significato: quello oggettivo di “dare un tetto”, e quello ideale di infondere speranza al popolo palestinese con le possibilità concrete offerte dall’incontro con la nostra comunità.
Haifa (detta anche Hefa), città e porto principale di Israele, capoluogo del distretto omonimo, si affaccia sulla baia omonima, nella parte settentrionale. Sede di una Università e di un Centro Culturale, era una città mista con 75.333 abitanti: arabi, palestinesi, musulmani e cristiani. Il 95% dei suoi abitanti fu espulso, con la conseguente perdita delle loro case, delle terre e dei possedimenti. Il 5% della popolazione restante fu rimosso dalle proprie case e sistemato in catapecchie.

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